mercoledì 24 marzo 2010

What If... Much Obliged, di Adamska (seconda parte) - Parte 2

Le bare sono scomode, per quello ci mettono i morti. Ian sembra abbastanza concentrato sulla sua, che esamina nei limiti del possibile da oltre due ore, dato che il misterioso aguzzino non li ha ancora liberati.

-Interessante…

-Baldwin queste bare possono essere tutto meno che interessanti.

-Non parlo delle bare, ovviamente, sto parlando della tecnologia che ci hanno impiantato, è da ore che induco micro mutazioni nel mio corpo e ricevo sempre scariche in proporzione ai poteri che uso. Come se esistesse un dosaggio.

Tutti erano rimasti in silenzio in quelle dure ore, salvo sporadici singhiozzi di Ayame, subito interrotti dalla paura di essere sentiti… e puniti. Ian aveva ripetuto giusto un altro paio di volte quell’“interessante”, così ad Adam era venuta la voglia di sapere cosa ci fosse di così interessante.

-Fammi capire

Esordì Sam, che era rimasta in silenzio fino a quel momento.

-Stai dicendo che se io usassi alcuni poteri minori riuscirei a non farmi ammazzare dall’elettricità?

-Può essere…

-Quanto può essere Ian? Mi serve una certezza…

Aspettano giusto qualche secondo, prima che Ian tenti nuovamente una metamorfosi, stavolta più estesa. La scossa era aumentata, così la concentrazione era ridotta al minimo, ma quello che doveva scoprire l’aveva scoperto.

-Prova a usare quelli che richiedono concentrazione minima, o non ce la farai.

Sam si concentra, nessuno può vedere cosa faccia, essendo le bare adiacenti, ma, passato qualche istante, dopo un gemito di dolore disse.

-Non siamo a Manhattan, non siamo neppure sulla terraferma.

-Cosa?

Stavolta è Adamska che si sente preoccupato: in molti altri luoghi del’est lui non è esattamente il benvenuto. Sam chiude gli occhi, adesso cercando di individuare la destinazione della loro prigione.

-E’ ferma.

-Meno male.

-Per niente Adam.

-Che intendi?

-E’ ferma nel cielo.

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Adam si concede un lunghissimo respiro, lo stress comincia ad accumularsi dopo oltre due ore di prigionia in quella posizione scomodissima, neppure chiudere gli occhi e respirare riesce a calmarlo, inoltre il suo chip neppure funziona e non capisce il perché.

-Cosa vuol dire ferma nel cielo?

-E’ una specie di dirigibile

-Una cosa che non si nota insomma…

-Avrà dei sistemi Stealth

Le voci si confondono, ovattate da quelle bare d’acciaio, discutendo su argomenti più che futili in effetti. Le voci si interrompono dopo poco, sovrastate dall’urlo di Ayame:

-Smettete di dire sciocchezze? Siamo prigionieri e a voi interessa sapere se siamo in un palazzo o su un maledetto aereo?

-Hai idee migliori, mocciosa?

-Sì, aspettate maledizione e state zitti!

Ayame, benché fosse la più tesa, non ha detto una sciocchezza, così tutti tacciono. Attendono per un’altra ora buona nel silenzio totale, finché il rumore di una porta in metallo non li fa svegliare da quella specie di torpore venutosi a creare.

-Eccovi qua!

-Dove cazzo volevi trov…

La scossa è di una rapidità sorprendente, tant’è che l’urlo di Ian arriva agli altri tre molto forte, nonostante la bara. Nessuno dice nulla, tranne la figura ancora nell’ombra.

-Stavo dicendo signori miei, ognuno di voi ha cambiato faccia parecchie volte, chi più, chi meno e chi in un modo chi nell’altro. Dai traditori ai metamorfici tutti avete deciso che il vostro volto non vi piaceva. Queste potenzialità sono state molto utili, così come lo saranno a me. Dovrete essere furbi, rapidi e silenziosi. Vi fornirò tutto il materiale che riterrò necessario, voi ucciderete il presidente Gates ed io rimuoverò i chip dai vostri cuori. Inutile che vi dica che non potete rifiutarvi, vero?

Silenzio, per un paio di minuti nessuno parla, finché non è nuovamente Adam a prendere la parola.

-Bè non mi piace lavorare per qualcuno senza un nome… chi sei?

-Mi presento, ma presto lo leggerete sui giornali, piacere, Yves Dioscuri.

Adamska sorrise, mentre l’uomo entrava ora nella fascia illuminata, diventando visibile.

-Much Olbiged, Mr. Dioscuri

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Passati quegli attimi di presentazioni, finalmente tutti e quattro vengono liberati dalle loro bare. Yves schiocca le dita e tutti i contenitori si aprono senza alcun problema. Adam sente uno strano formicolio alla fronte, simbolo forse che il suo chip ha ripreso a funzionare. Non osa provare, non sa quanto sia efficiente la tecnologia del loro carceriere, né quanto sia letale.

-Bene, seguitemi

Yves apre la porta, percorrendo un lungo ponte sospeso praticamente nel nulla, una cosa strana in effetti. Sam si volta per capirci qualcosa e si sente lusingata: è una sorta di prigione interna al dirigibile, sospesa nel vuoto e dotata di celle e scompartimenti in titanio, simbolo che li ritengono davvero pericolosi. Continuano a camminare per qualche secondo, finché Yves non entra in una piccola stanza, seguito da tutti. Un unico tavolo troneggia al centro della stanza, sopra di esso vi sono dossier, foto, e almeno tre portatili.

Qui è dove pianificheremo l’attacco, avrete i vostri briefing e il vostro equipaggiamento.

-Ho una domanda

Dice Ayame, non troppo spaventata ora che è uscita dalla bara, anche se non vorrebbe ritornarci neppure per tutto l’oro del mondo, così parla umilmente.

-Malgrado tutto, Gates è un uomo, davvero sono necessari così tanti preparativi?

-Di più mia cara, dobbiamo non solo uccidere Gates, ma anche tutti i suoi ministri e collaboratori, l’operazione sarà conosciuta come “Progetto Rivalsa” e, quando scatterà, tutti i collaboratori di Gates, e Gates stesso, saranno morti.

-Ambizioso Dioscuri, te lo riconosco, potrai inserire parecchi dei tuoi al governo, magari con l’ausilio di qualche mutante che lo vuole stecchito.

Tutti cominciano a capire, ma di una cosa sono certi, uccidere tutta quella gente, protetta dal MCU e dalla polizia, non sarebbe stato facile.

-Ecco il vostro primo bersaglio

Yves mostra una foto al portatile, che tutti riconoscono subito.

-Il vostro primo bersaglio, facile no?

-Ma stai scherzando?

Esclama Ian, ma si zittisce appena Yves lo fulmina con lo sguardo.

-No, per niente, questo è il vostro primo bersaglio e voi lo eliminate.

-Stai dicendo che…

-Sì, vi ho chiesto questo: ammazzate il capo della polizia, ammazzate Tomas Crawford.

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